Il Concetto Creativo
L’obiettivo del rebranding è stato la de-sacralizzazione del lusso. Abbiamo preso il prestigio storico di Gucci e lo abbiamo “vandalizzato” con l’irriverenza tipica di Drew House. Non si tratta solo di una collaborazione, ma di una sovrascrittura estetica: i codici dell’eleganza classica vengono reinterpretati attraverso la lente della street culture, dei graffiti e del fumetto.
L’Identità Visiva: Il Logo
Il punto di partenza è stato il restyling del logo. Abbiamo mantenuto la palette cromatica iconica di Gucci (verde e rosso), ma abbiamo sostituito il rigore tipografico con un font bubble/graffiti ispirato all’immaginario di Drew. L’arco superiore richiama in modo distorto le classiche bande, trasformandole in un arcobaleno urbano.

Strategia di Comunicazione Social
Per il lancio digitale, la strategia si è focalizzata sulla libertà d’espressione. Abbiamo utilizzato mockup di post Facebook e Instagram per mostrare come il brand possa vivere in contesti urbani, mantenendo il badge di verifica ma cambiando radicalmente il tono di voce: più diretto, giovane e inclusivo.

Retail Experience: Il Museo Vandalizzato
L’intervento negli spazi fisici è dove la fusione dei valori diventa tangibile. Abbiamo preso i negozi Gucci — solitamente percepiti come templi intoccabili — e abbiamo inserito il logo “vandalizzato” su pareti di cemento e mattoni a vista. Il contrasto tra lo stacco netto del logo e la texture grezza dei materiali edili incarna perfettamente il passaggio dal “lusso per pochi” al “cool per tutti”.

Guerrilla Marketing e Street Advertising
La campagna outdoor non utilizza i classici spazi patinati, ma si appropria della strada. I poster sono stati pensati per essere affissi su architetture brutaliste o zone industriali, dove la scritta “La libertà di essere te stesso” agisce come un manifesto più che come un semplice payoff pubblicitario.

Packaging e Dettaglio Prodotto
Anche l’elemento più piccolo deve comunicare il cambiamento. Le etichette passano dal cartoncino rigido e minimalista a una ripetizione dinamica del logo, giocando con il bianco puro e il kraft naturale, a testimoniare una nuova attenzione verso un’estetica più organica e meno artificiale.

“In questo lavoro, la scelta del font e della palette è stata fondamentale. Mantenere i colori originali di Gucci ha permesso al brand di rimanere riconoscibile, mentre la distorsione delle forme ha rimosso quella barriera di freddezza tipica dell’alta moda. L’uso di texture urbane (mattoni, cemento, metallo) nei mockup funge da collante tra i due mondi, creando una narrazione visiva che celebra l’autenticità sopra la perfezione.”

